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Ottobre 2000

Radiohead - Kid A (16Kb)

  RADIOHEAD - KID A

  1. Everything in its right place
  2. Kid A
  3. The national anthem
  4. How to disappear completely
  5. Treefingers
  6. Optimistic
  7. In limbo
  8. Idioteque
  9. Morning bell
10. Motion picture soundtrack

Cupo, tetro, elettronico, triste, difficilissimo. Finalmente tornano i meravigliosi Radiohead con un disco completamente nuovo, diverso, che esplora nuove sonorità già in parte cercate nel precedente OK Computer. La voce di Tom Yorke galleggia a fatica, talvolta graffiante come un coltello sopra ad un tappeto di suoni onirici.

L'attacco è strepitoso, con una musichetta tipo videogioco su cui si accavalla una voce ripetitiva martellante: Everything in its right place. Una sorta di moderno carillon introduce Kid A, in cui le parole si perdono in una voce soffocata, metallica, come chiusa in una bolla di sapone che esplode poi nella caotica, jazzaggiante National Anthem, dove i fiati suonano una musica caotica e libera.
Si torna ad atmosfere più simili ad Ok Computer con la splendida How to Disappear Completely, dove la lancinante malinconia è sostenuta dal continuo grido degli archi: un invito a chiudere gli occhi per volare nella notte.
Notevoli influenze di Brian Eno nel suono liquido di Treefingers, ideale colonna sonora per un documentario sulle missioni spaziali. Ci si riavvicina poi al rock, con la più ritmata, tagliente, Optimistic prima di sprofondare nella buia, tragica In limbo, canzone sospesa nel vuoto mentre riecheggia il lamento "I'm lost at sea, don't bother me, I've lost my way".

Si torna al ritmo con la sferzante, irresistibile Idioteque per poi lasciarlo definitivamente con la bellissima Morning bell e la dolce, quasi sussurrata Motion Picture Soundtrack, con lunghe pause di silenzio che lasciano col fiato sospeso, quasi in attesa di qualcosa che non c'è.

La parola perde importanza, nella ripetitività di frasi recuperate a caso (andate ad aprire lo scatolotto del cd e troverete un libretto che vi immergerà in un'atmosfera da "I soliti sospetti", dove pezzi di frasi e parole prese disordinatamente sono messe insieme per creare una storia) e la voce diventa uno strumento musicale distorto per accrescere l'inquietudine di questo disco.

Da ascoltare interamente per decine e decine di volte prima che tutti i pezzi del mosaico inizino a sistemarsi ai loro posti. Capolavoro assoluto.

Votazione: StarStarStarStarStar


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