Scena
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19Camera in una Locanda. Tavolini con lumi, ecc.
Don Geronio ed il Poeta seduti, e bevendo
[Recitativo]
Poeta
Via ... cosa serve? Omai
Bisogna darsi pace:
Ella fra poco
Colla sua compagnia
A cenar qui verrà:
Potrete allora corla sul fatto:
Ora bevete
E in bando vadan
Un solo istante
La moglie capricciosa, ed il galante.
Geronio
Caro Poeta mio,
Darei la testa
Nella muraglia, se a' capricci suoi
E alla mia cecità
Volgo il pensiero ...
Poeta
Sofferenza ci vuole.
Anche un bicchiero.
(versandogli da bere)
(Prevedo qualche incontro:
Il vin potrebbe
Porger qualche coraggio al scimunito,
Altrimenti il mio dramma è già finito.)
Selim e detti
Selim
A proposito, amico,
Senza molto certarti io qua ti trovo.
Gran cose debbo dirti.
Poeta
(Intrigo nuovo.)
Geronio
E grandi cose anch'io
Bramava dirvi appunto.
Poeta
(Io mi ritiro
Per schivare ogni impegno e notar tutto.)
(Se ritira, e di tanto in tanto si fa vedere esplorando.)
Selim
Io t'ascolto.
Geronio
Parlate.
Selim
Ebben principierò:
Quanti anni sono
Che con Donna Fiorilla
Vi unisce il matrimonio?
Geronio
Fra poco saran sei.
(Calma Geronio.)
Selim
Amor che passa un lustro
Deve stancare assai.
Geronio
Di fatti sono stanco,
Ma stanco molto.
Selim
E il matrimonio è un gran peso fra voi.
Geronio
Lo sa ciascuno che lo sente sul dosso.
Selim
Io vengo amico ad offrirti un rimedio,
A cavarti d'impaccio, e non dovrai
Per il riposo tuo faticar molto.
Geronio
Ma ... come! ... vi spiegate.
Selim
Odi.
Geronio
V'ascolto.
N. 8 Duetto
Selim
D'un bell'uso di Turchia
Forse avrai novella intesa,
Della moglie che gli pesa
Il marito è venditor.
Geronio
Sarà l'uso molto buono,
Ma in Italia è più bell'uso:
Il marito rompe il muso
Quasi sempre al comprator.
Selim
Anche questo sarà buono,
Ma fra noi non deve entrare.
Geronio
Anzi questo più di quello
Mi conviene d'abbracciare.
Selim
Ma perché?
Geronio
Le nostre usanze
Piace a me serbar ancor.
Selim
(Non è poi cotanto sciocco
Come vogliono ch'ei sia.)
Geronio, poi Selim
(Su giudizio testa mia,
Qui ci vuol prudenza e cor.)
Selim
Se Fiorilla di vender bramate;
Senza fare più lungo discorso,
Io la compro, e danaro vi sborso
Da comprarne, al bisogno, anche tre.
Geronio
Signor Turco, l'ho detto, e il ripeto
Io non vendo mia moglie a persona,
E perciò sia cattiva o sia buona,
Io la moglie la tengo per me.
Selim
(Maledetto!) Ma pensi ...
Geronio
Ho pensato.
Selim
Lei si scalda ...
Geronio
Mi scaldo sicuro.
Selim, poi Geronio
(Un cervello più strano, e più duro
Io scommetto che al mondo non è.)
Selim
Non volete?
Geronio
No, cospetto.
Selim
Ricusate?
Geronio
Sì, ricuso.
Selim
Voglio averla a tuo dispetto.
Geronio
Non l'avrà.
Selim
Conosco altr'uso.
Geronio
E sarebbe? ...
Selim
D'involarla!
Ed invece di pagarla
Il buffone che s'oppone,
per far presto d'ammazzar.
Geronio
Ma dovrebbe paventare,
Ch'ella invece d'ammazzare
Succedesse che dovesse
Ammazzato qui restar.
Selim
(minacciando, e ritirandosi a vicenda)
Alle prove venga avanti.
Geronio
Presto via ... si provi un poco.
Selim
Temerario! in pochi istanti
Geronio, Selim
Ci vedremi in altro loco;
E saranno coltellate,
E saranno schioppettate,
E saranno moschettate,
E vedrà che non mi lascio
Da minacce spaventar.
(Vanno via da parte opposta.)
Poeta solo
[Recitativo]
Poeta
Credeva che questa scena
Dovesse accelerar la conclusione;
Ma l'affare va in lungo,
E qui fa d'uopo
Che venga presto lo sviluppo,
E che venga naturale;
Poi finir con un poco di morale.
O mio cervello ti affatica e suda,
Inventa il dramma mio come si chiuda.
(Parte.)
Fiorilla con seguito
N. 9 Coro e Cavatina
Coro
Non v'è piacer perfetto
Se nol procura amor.
De' giochi, e del diletto
Amore è genitor.
Fiorilla
Se il zefiro si posa
A carezzar un fior,
Se va da giglio a rosa
Vaga farfalla ognor.
Farfalla, e zefiretto
Move il poter d'amor.
Coro
De' giochi, e del diletto,
Amore è genitor.
Fiorilla
Quando di primavera
Ride il primiero albor,
Quando natura intera
Riveste il primo onor;
È l'aura del diletto
Che sparge in terra amor.
Coro
De' giochi, e del diletto,
Amore è genitor.
Recitativo
Fiorilla
Che Turca impertinente! Osa a Fiorilla
L'amante disputar!
Saprò ben io
Vendicarmi di lei:
Voglio che sia presente al mio trionfo.
Ad ogni costo
Di quella sciocca
Abbasserò l'orgoglio.
Abbia il suo Turco poi che non lo voglio.
Io l'ho fatta invitar a questo albergo
A nome di Selim;
Venga, e vedremo
Di noi chi vincerà.
Zaida
(sulla porta, indecisa)
Scusate ... errai ...
Fiorilla
Entrate, entrate pure:
Io v'invitai.
Zaida
(entrando)
Voi!
Fiorilla
Sì:
Fra pochi istanti
Qui vedrete Selim.
Sul cor di lui non voglio
Che la vostra lontananza
M'apporti alcun vantaggio.
Ora dovremo
Disputarcelo in pace:
Sceglierà di noi due chi più gli piace.
Zaida
Inutile è la scelta
Dove parla il dovere, e parla onore.
Fiorilla
Tutto, si sa, cede all'amore.
Ecco appunto Selim.
Selim, e detti
Selim
Trovarvi sola
Finalmente io credea, bella Fiorilla,
Ma non potete star sola un momento.
Fiorilla
Sarete più contento
Quando tutti osservati
Avrete i convitati.
Selim
(accorgendosi di Zaida)
Zaida!
Zaida
Infedel!
Selim
Ma ... come! in questo albergo!
Che vuol dir ciò?
Fiorilla
Questa locanda ornai
Di sua bella presenza, per veder
Se a me, date, o a lei la preferenza.
Decidete.
Zaida
Parlate.
Selim
In gran cimento mi mettete.
Zaida
Perfido! Intendo:
De' miei torti io stessa
Qui venni spettatrice.
Selim
Ah! no ...
Fiorilla
Partite dunque con lei.
Selim
Neppure.
Zaida
Ebben: venite.
Selim
Ma lasciate ch'io possa
Un momento pensar ...
Zaida
Pensar? No.
Parta meco Selim, o a me rinunzi.
Fiorilla
E a me, se qui non resta.
(Fiorilla si allontana disdegnosa; Selim rimane incerto e pensoso.)
Selim
(Impiccio egual non v'è.)
Zaida
Crudel! Non più: comprendo
Qual per me serbi amor:
Io ti abbandono alla rivale in braccio:
Un giorno forse
Ti pentirai, ma tardi
D'aver l'affetto mio così schernito;
Allor che da costei sarai tradito.
(Parte.)
Fiorilla, Selim
Selim
(Povera Zaida!
Io sento pietà di lei:
Tanto rigor non merta.)
Fiorilla
(Parla fra sé: la mia vittoria è incerta.)
Mi sembrate commosso: non parlate?
Via: corretele dietro,
E la bella dolente consolate.
Selim
No ... vada pure ... Ma lasciate almeno
Ch'io la compianga:
Ella m'adora.
Fiorilla
E parmi
Che l'adoriate ancor.
Selim
Il primo oggetto
Dell'amor mio
Fu Zaida ...
Fiorilla
E sia l'estremo.
Selim
L'estremo!
Fiorilla
Addio:
Mai più ci rivedremo.
Selim
Deh! ... Perdonate.
Fiorilla
Amante alcun non voglio
Che abbia diviso fra due donne il core.
Selim
Che dite?
Per voi sola io sento amore.
Per carità placatevi,
Calmate il vostro sdegno.
Fiorilla
Andate, andate.
Di me siete indegno.
Selim
Ingrata! mi scacciate ...
Ebben, io partirò.
Fiorilla
Farete bene.
Selim
Addio ... (Mi lascia andar!)
Fiorilla
(Davvero ei parte!)
Selim
(Politica ci vuol.)
Fiorilla
(Ci vuol dell'arte.)
N. 10 Duetto
Selim
(in disparte come parlando fra sé)
Credete alle femmine
Che dicon d'amarvi!
Di un nulla si sdegnano
Minaccian lasciarvi.
Di donna l'amore
È un foco che more
Appena brillò.
Fiorilla
(facendo il medesimo gioco)
Credete a quest'uomini
Che avete d'intorno!
Per tutte sospirano;
Non amano un giorno.
Son l'aura d'estate
Che più non trovate,
Appena spirò.
Selim
(avvicinandosi un poco)
È ingiustizia lamentarsi
Se si sprezza un cor fedele.
Fiorilla
(volgendosi un poco)
Bella cosa allontanarsi
Per non dir che si è infedele.
Selim
Io nol sono.
Fiorilla
A voi non parlo.
Selim
Come!
Fiorilla
No, no, no.
Selim
Parea di sì.
Fiorilla
In Italia certamente
Non si fa l'amor così.
Selim
In Turchia sicuramente
Non si fa l'amore così.
Fiorilla, poi Selim
(a parte tutti e due)
(Ma se dura la questione
Prende foco e se ne va.
Si discorra colle buone
Ed allor si placherà.)
Selim
Dunque sperar non posso!
Fiorilla
Dunque schernito io sono!
Selim
(per baciarle la mano)
La vostra man ...
Fiorilla
(ritirandola a fatica)
Non posso.
Selim
Idolo mio, perdono!
Fiorilla
Lo meritate?
Selim
Io v'amo.
Fiorilla
E mi amerete?
Selim
Ognor.
Fiorilla, Selim
Tu m'ami, lo vedo.
Mi fido, ti credo;
Ma torna mia vita
A dirmelo ancor.
Se infida (infido) ti sono,
Se mai t'abbandono
Sia sempre la pace
Straniera al mio cor
Don Geronio, indi il Poeta, poi Don Narciso in disparte
Recitativo
Geronio
Dove diamnine è andata ? è quasi un'ora
Che la tavola è pronta per la cena,
E non si vede ancor ! forse al festino,
Che a quel turco si dedica, sarà.
(Per uscire)
Poeta
Fermate!
Geronio
Cosa c'è?
Poeta
Gran novità.
Geronio
Spiegati.
Poeta
È preparato, amico, un rapimento.
Geronio
Che dici? E il vero io sento?
(Esce Don Narciso.)
Narciso
(È partita Fiorilla,
E qui costoro ...
Che fanno? Udiamo un poco.)
Poeta
Ad un festino
Fiorilla deve andar:
Ivi l'attende
Mascherato Selim,
Che di ridurla spera
A partir per la Turchia.
Narciso
(Che ascolto?)
Geronio
Ma infelice! ... oh moglie mia!
Poeta
Udite: a Zaida
Io corsi tutto a narrar:
Vestita al par di lei
Ella al festino andrà;
Talché Fiorilla
Colla maschera in volto sembrerà.
Voi da Turco dovete entrar colà.
Geronio
E allora?
Poeta
Allor potrete
L'ingannata Fiorilla ...
Geronio
Ho inteso. Andiamo.
Più tempo non perdiamo.
Poeta
Eh! non temete.
L'ultimo a comparir Selim sarà:
Molti de' nostri amici
Onde tenerlo a bada
Troverà per la strada:
Andiamo intanto
A procacciarvi maschera, e vestito.
Geronio
Ti seguo.
Poeta
(Il dramma è già compito.)
(Don Narciso, partiti Don Geronio ed il Poeta, esce lieto e frettoloso.)
N. 11 [Recitativo ed] Aria
Narciso
Intesi: ah! tutto intesi.
In questo albergo
Mi guidò la fortuna.
Ingrata donna
Non fuggirai da me.
Tutto vogl'io tentar
Perché mi resti;
La fé mi serberai,
Che promettesti.
Tu seconda il mio disegno,
Dolce amor, da cui mi viene.
Deh! ricusa a tutti un bene,
Che accordasti solo a me.
Se il mio rival deludo!
Se inganno un incostante!
Per un offeso amante
Vendetta egual non v'è.
Ah! sì; la speme
Che sento in core,
Pietoso amore,
Mi vien da te.
Per un offeso amante, ecc.
Il poeta, indi Albazar
Poeta
Oh! Che fatica! che cervello duro!
Sono quasi sicuro
Che sbaglia la mia lezione,
E il secondo atto mio guasta e rovina;
Ma confido però nell'indovina.
Ecco appunto Albazar. Ebben: trovasti
Il vestito per Zaida ?
Albazar
Lo trovai.
Poeta
Bravo! gran parte del mio dramma avrai.
Albazar
Altro io non bramo, che veder felice
la povera ragazza.
Poeta
E il tuo carattere,
benchè non sia sublime,
Non sarà privo d'interesse in tutto,
Se del nostro operar corremo il frutto.
Albazar
Or qui Zaida mi manda
Per saper dov'è il luogo della festa.
Poeta
Hai ragione: oh! che testa!
Avea dimenticata
La cosa più importante.
Addio:corro da Zaida in un istante.
(Parte)
Albazar solo
Albazar
Zaida infelice! or che trovò l'amante
Dell'innocenza sua fatto già certo,
Di un'altra donna innamorato il vede
È questo il premio di sua lunga fede ?
Ah! sarebbe troppo dolce
Il servir al Dio d'amore,
S'ei destasse egual ardore
In quel sen che nol provò.
Ma cotanto capriccioso
È quel Nume a cui serviamo,
Che ci dà chi non bramiamo,
E giammai chi si bramò. (Parte).
Sala vagamente illuminate per festa da ballo.
Coro di Maschere, Ballerini, e Ballerine. Fiorilla, indi Don Narciso, poi Zaida,
e Selim; per ultimo Don Geronio
N. 13 Coro
Coro
Amor la danza mova,
Presieda ai suoni amor.
Solo piacer ritrova
Quando è commosso il cor.
Se in mezzo ai suoni e ai canti
Il cieco Nume appar,
Son cieche ancor le amanti,
Si lasciano piegar.
[Recitativo]
Fiorilla
E Selim non si vede!
Fra tanta gente ancora
Non lo posso trovar ...
Ove sarà!
Narciso
(Quella è Fiorilla.)
Fiorilla
(vedendo Narciso, e credendolo Selim)
Oh appunto, eccolo qua.
(sottovoce)
Selim ....
Narciso
(sottovoce)
Fiorilla ...
Fiorilla
E tanto aspettar vi faceste?
Narciso
Perdonate ...
Fiorilla
Datemi il braccio, e meco passeggiate.
(Si perdono fra la folla, ed il Coro canta.)
[Prima represa del coro]
Coro
Amor la danza mova, ecc.
[Recitativo]
(Esce Zaida sequitata da Selim.)
Selim
Cara Fiorilla mia, perché tacete?
Forse sdegnata siete
Perché venni un po' tardi?
Mille maschere intorno io mi trovai ...
Zaida
Disimpergnarvi almeno
Dovevate più presto.
Selim
Eh! via, perdono.
Fiorilla ...
Zaida
(Traditore!
Son tutta in foco.)
Selim
Prendete il braccio
E passeggiamo un poco.
(Si perdono anch'essi.)
[Seconda ripresa del coro]
Coro
Amor la danza mova, ecc.
[Recitativo]
Geronio
Eccomi qui:
La prima volta è questa
Che in maschera mi trovo ad un festino.
Povero Don Geronio!
Maledetto l'amore, e il matrimonio.
(Esce di nuovo Fiorilla con Don Narciso.)
Ma che vedo!
Fiorilla è già arrivata,
E già seco è Selim.
(Esce da parte opposta Zaida, e Selim.)
Ma ... come?
Un altro Selim qui vedo,
E quella pur
Mi sembra Fiorilla ...
Che pasticcio è questo qua?
(guardando or gli uni, or gli altri)
Quale di lor la moglie mia sarà?
(Fiorilla e Narciso verranno alla parte dritta; Selim, e Zaida alla sinistra; Don Geronio un poco più in fondo, e nel mezzo.)
N. 14 Quintetto
Geronio
Oh! guardate che accidente:
Non conosco più mia moglie!
Egual Turco, eguali spoglie,
Tutto egual ... che farò?
Narciso
No, partir di qui non posso
Senza voi Fiorilla mia.
Zaida
Ma comprendere non posso
Qual sarà la sorte mia.
Geronio
Non conosco più mia moglie!
Che risolvo ... che farò?
Selim
Deh! seguitemi in Turchia,
Là mia sposa vi farò.
Fiorilla
Persuadermi il cor vorria,
Ma risolvermi non so.
Geronio
Oh! guardate che accidente:
Non conosco più mia moglie! ecc.
Fiorilla
(Deh! raffrena, amor pietoso,
Tanti affetti del cor mio.)
Zaida, Narciso
(Deh! seconda, amor pietoso,
L'innocente inganno mio.)
Selim
(Deh! seconda, amor pietoso,
I bei voti del cor mio.)
Geronio
Son davvero un bello sposo;
Non conosco più qual sia
Di lor due la sposa mia;
Parlar deggio sì, o no?
Fiorilla, Zaida, Narciso, Selim
Ah! se cara (caro) a te sono io,
Altro ben bramar non so.
Narciso, Selim
Dunque seguitemi.
Geronio
Io resto attonito.
Fiorilla, Zaida
Ebben son teco.
Geronio
Divento cieco.
Fiorilla, Zaida, Narciso, Selim
Andiamo.
Geronio
(fermandoli)
Partono!
Ferma ... Alto là.
Selim
Cosa domanda?
Cosa desia?
Zaida
Ai fatti suoi
Attento stia.
Narciso
Geronio è questo:
Venite, presto.
Fiorilla
Ah! ah! ho capito;
È mio marito.
Geronio
Qui resterete,
Non pertirete;
Voglio mia moglie,
Che qui si sta.
Fiorilla, Zaida
Qui la sua moglie?
Fiorilla, Zaida, Narciso, Selim
Diventa pazzo!
Geronio
Voglio mia moglie,
Coro
(accorre a frapporsi)
Quale schiamazzo!
Geronio
Voglio mia moglie,
Che qui si sta.
Fiorilla, Zaida, Narciso, Selim, Coro
In altro luogo la troverà.
Geronio
Alto, alto!
Nessun se n'andrà.
Fiorilla, poi Zaida, Narciso, Selim
(sottovoce)
Questo vecchio maledetto
Potria dar di noi sospetto.
Zitti zitti andiamo fuori,
Pria che n'abbia a cimentar.
Geronio
Ah! Turcaccio maledetto!
Fremo d'ira, e di dispetto.
Ma sentitemi di grazia,
Ma lasciatemi parlar.
Coro
Andate fuori:
Non ci state ad inquietar.
Fiorilla, Zaida, Narciso, Selim
Zitti zitti andiamo fuori, ecc.
Geronio
Ah! Turcaccio maledetto! ecc.
(Vogliono uscire: Don Geronio fuori di sé si scaglia fra loro per opporsi: le due coppie si ritirano entrambe da parte opposta: il Coro si frappone, e durante questa confusione segue:)
Fiorilla, Zaida, Narciso, Selim
Egli è pazzo ... lo sentite?
(Ci conviene di scappare.)
Ah! fermate ... impedite ...
(Idol mio non dubitare.)
Geronio
Non sono pazzo! ma sentite ...
Mi volete assassinare ...
Vo' mia moglie, mi capite ...
Fiorilla, Zaida, Narciso, Selim
Non è quella, non è questa ...
Lei s'inganna è la sua testa
Che l'immagina fra lor.
Geronio
Ma lasciatemi parlare ...
Sarà quella, sarà questa ...
Questa quella ... la mia testa
Non può scegliere fra lor.
Coro
Siete pazzo ... ma sentite ...
Non si viene a disturbare ...
Sarà vero quel che dite
Ma per or lasciate star.
Fiorilla, Zaida, Narciso, Selim
Egli è pazzo ... lo sentite? ecc.
Geronio
Non sono pazzo! ma sentite, ecc.
Fiorilla, Zaida, Narciso, Selim, poi Coro
Non è quella, non è questa, ecc.
(Selim, e Zaida partono da un lato, Narciso, e Fiorilla dall'altro: indi il Coro. Resta Geronio affannato, e disperato.)
Don Geronio, indi il Poeta.
Geronio
Uh! che caldo ! non posso
Una parola sola
Nemmeno articolar. Darei del capo
Nella muraglia... ah! più riparo alcuno
A tanto mal non veggio...
Perdo la moglie... si può dar di peggio ?
Ah! Poeta... non sai...
Poeta
Sì, so tutto; incontrai
Zaida insieme a Selim: l'ho conosciuta
Al segno che mi fece.
Geronio
Era qui pure, e avea
Una maschera seco
Che quel turco parea.
Poeta
Chi mai sarà?
Venite meco, tutto si saprà.
(Partono).
Camera della Locanda come prima.
Albazar, con facchini che vengono per trasportare la roba di Selim
[Recitativo]
ALBAZAR
Benedetta la festa
E chi la diede!
Alfin ha vinto
Zaida, e in pochi istanti
Partirà con Selim.
(ai facchini)
Presto; i bauli
Si trasportino al mar senza indugiare.
Andiamo il locandiere ad avvisare.
(Parte.)
Don Geronio, ed il Poeta, indi Albazar che ritorna
Poeta
Tutto è scoperto.
Era Narciso.
Geronio
E come poté Narciso? ...
Poeta
Di Fiorilla amante era anch'egli.
Geronio
Che dici? Ed io buffone,
Io lo lasciava entrar liberamente?
Poeta
Gran cecità!
Geronio
Non m'accorsi di niente.
E adesso ove si trova
Quella civetta?
Poeta
Dopo avere scoperto Narciso,
L'ha piantato, ed è tornata
Al festino i compagni a ricercare;
Or va in traccia del Turco.
Geronio
E che ho da fare?
Poeta
Io vel dirò:
L'ho già disposto in mente
Come fosse un drammatico accidente.
Un giorno mi diceste
Che stanco di soffrir gli oltraggi suoi,
Di allontanar da voi
Fiorilla proponeste,
E di fare un divorzio anche otteneste.
Geronio
È vero, e la sentenza
Diedi al Paglietta.
Poeta
Bene.
Or dovete ricorrere al Paglietta,
E fingere senz'altri complimenti
Di rimandar Fiorilla a' suoi parenti.
Geronio
Ma se ostinata sprezza
Io mio finto divorzio,
E se col Turco ella partir risolve,
Ah! caro amico, è finita la festa.
(Esce Albazar con facchini, bauli, ecc.)
ALBAZAR
No signori: con voi Fiorilla resta.
Geronio
Perché?
ALBAZAR
Selim
Con Zaida ha fatto pace:
Egli stesso mi manda
A prender la sua roba alla locanda.
(Parte.)
Geronio
La sorte ci seconda.
Poeta
Conservate fermezza ad ogni evento.
(Non si può dar migliore scioglimento.)
(Partono.)
Piazza con casino di Don Geronio.
Fiorilla con maschere, indi Don Geronio.
Fiorilla
Chi avria creduto a questo segno audace
Narciso! Ecco il marito. Inver mi sento
Un po' mortificata. Ma, coraggio !
Io so con lui di quanto
Comprometter mi posso.
(Esce Geronio).
Geronio
(Ecco la pazza: ho mille furie addosso.)
Fiorilla
Serva, signor marito.
Geronio
Schiavo, signora mia
Fiorilla
Dunque pensate
Di farmi corbellar sempre così ?
Tanto rumore! ...
Geronio
(Adesso io crepo qui)
Non tema, signorina,
Che corbellar mai più non la farò...
Rimedio ci porrò... l'avviso intanto
Che ravvisto mi son più che non crede,
Che in casa mia più non si mette il piede.
(Entra in casa e si chiude).
Fiorilla, Maschere, e il Poeta con un Usciere
Fiorilla
Oh! Poeta! A proposito venite:
Dov'è Selim?
Poeta
(piano all'Usciere)
Andate a prendere la lettera e il fardello.
Fiorilla
Dite: dov'è Selim?
Poeta
Egli è occupato.
Fiorilla
Come?
Poeta
Con Zaida si è pacificato.
Anzi fra poco ei parte
Con essa per Turchia.
(Nota tutto, ed osserva, o musa mia.)
Fiorilla
Vinto dunque ha colei?
Perfido! Ed io
Nulla per lui curava
Lo stuol di mille amanti,
Del marito il dispetto?
Poeta
(Un altro colpo, ed otteniam l'effetto.)
Fiorilla
Amici, un sol momento
Possiam se lo bramate riposarci
In mia casa ...
Poeta
Alto! Aspettate.
(Esce di casa l'Usciere con un foglio e due servitori che portano un fardello.)
Questa lettera a voi manda il marito.
Fiorilla
Qual capriccio! Leggiamo.
N. 15 Recitativo ed Aria
(Durante la lettura l'Usciere parte; il Poeta si ritira senza essere veduto. Restano i servitori colle robe.)
Fiorilla
I vostri cenci vi mando, in casa mia più non vi voglio: essa è chiusa per
voi, dimenticate d'esser stata mia moglie, e il rossor vostro seppellite in
Sorrento.
Don Geronio.
Qual colpo! Ohimè! che sento?
Poeta ... Egli è partito ...
Oh Dio! son chiuse
Della casa le porte ...
L'irato consorte
Per sempre mi scacciò ...
Dunque in Sorrento
Degg'io tornar?
O mia vergogna!
Ahi! quale asilo trovar!
Tutto ho perduto.
Pace, marito, onor ...
Intendo ... ah! questi
(i servitori che mostrano le robe)
I testimoni sono
Della miseria mia ...
Vani ornamenti
Che fate meco omai!
Itene tutti,
Itene sparsi a terra;
Io vi calpesto
Cagioni de' miei falli,
e vi detesto.
(Si spoglia degli ornamenti che avrà intorno.)
[Aria]
(Il Poeta si mostra di tanto in tanto, le Maschere sorprese si guardano fra loro.)
Fiorilla
Squallida veste, e bruna
D'affano e pentimento
Fia l'unico ornamento
Che si vedrà con me.
Lutto non v'ha che basti,
A chi l'onor perdè.
Coro
Amici a noi conviene
Volger lontano il piè.
Poeta
L'affare è andato bene,
Più da temer non c'è.
Fiorilla
Caro padre, madre amata,
Quale affanno sentirete,
Quando sola e disprezzata
Vostra figlia rivedrete
Far ritorno sconsolata
All'antica libertà?
Coro
Al marito chiedete soccorso,
Ma da noi non sperate pietà.
Fiorilla
Falsi amici, voi pur mi lasciate!
Ah! comincio a conoscervi appieno.
Voi restate, se il cielo è sereno,
Voi fuggite se nero si fa.
Coro
Chi rovina a sè stesso procura
Solo accusi la sua cecità.
Fiorilla
L'infelice, che opprime sventura,
Più sostegno, conforto non ha.
Coro
Che rovina a sé stesso procura, ecc.
Poeta
Ci è morale ... oh che scena sicura!
Oh che incontro al teatro farà.
Fiorilla
Caro padre, madre amata, ecc.
Coro
Chi rovina a sé stesso procura, ecc.
(Fiorilla parte da un lato, seguita dai servitori, che portano le robe; le Maschere dall'altro.)
Poeta, poi Don Geronio
Recitativo
Poeta
Che dramma! son contento:
Un migliore argomento
Trovar non si potea
Né in miglior modo
Avviluppar si cercherebbe un nodo.
(Entra Geronio.)
Amico! a meraviglia
Pianti, strida, rimorsi da Tragedia.
Geronio
Io ti ringrazio,
Poeta mio.
Credi che sia pentita
E corretta davvero?
Poeta
Se lo credo?
Anzi saggia per sempre io la prevedo.
Geronio
Ed or, che far bisogna?
Poeta
Sequitarla senza farsi vedere;
E se si lagna,
Se piange, se promette
Di mutar costume e viver bene,
Perdonarle, e riprenderla conviene.
(Partono.)
Spiaggia come nell'Atto Primo. Si vede sull'ancore la Nave
di Selim, e Marinari Turchi che si dispongono alla partenza.
Fiorilla, indi Don Geronio col Poeta.
Fiorilla
Sì: mi è forza partir:
Non ho coraggio
Di presentarmi a lui:
Grave è il mio torto.
Questa vicina al porto
Spiaggia rimota, provveduta è sempre
Di battelli che vengono,
E che vanno da Napoli a Sorrento.
È qui ... La nave è quella di Selim.
Non fossi a questa spiaggia
Approdata mai, nave funesta!
Poeta
(Miratela: sospira.)
Geronio
(Ella è pentita,
È pentita davver.)
Poeta
Non vel dicea?
Perché state indeciso?
Andate innanzi.
Fiorilla
(Geronio! come qui?
Par che s'avanzi.)
Geronio
(Fiorilla poverina!)
Fiorilla
(Mi guarda e s'avvicina.)
Poeta
(Vi ha scoperto, e vi mira.)
Fiorilla
(In mio favore
Chi sa? Forse gli parla il primo amore.)
N. 16 Finale secondo
Fiorilla
Son la vite sul campo appassita
Che del caro sostegno mancò.
Geronio
Io son l'olmo a cui venne rapita
La sua vite, ed ignudo restò.
Poeta
Il cultore son io di buion cuore
Che di nuovo congiunger li può.
Fiorilla
D'intorno mi gira,
Mi guarda e sospira,
Facciamoci avanti,
Placato mi par.
Geronio
D'intorno mi gira,
Mi guarda e sospira,
Facciamoci avanti,
Pentita mi par.
Poeta
D'intorno vi gira,
Vi guarda e sospira,
Via fatevi avanti,
Pentita mi par.
Geronio
Cara vite ...
Fiorilla
Olmo diletto ...
Poeta
Oh che bella allegoria!
Geronio
Al mio tronco ...
Fiorilla
All'ombra mia ...
Tu potresti ritornar.
Poeta
Il final non può sbagliar.
Fiorilla
Torna sì fra queste braccia,
Olmo caro, a verdeggiar.
Geronio
Torna sì fra queste braccia,
Cara vite, a verdeggiar.
Poeta
Bravi sì, buon pro' vi faccia!
Nulla al dramma può mancar.
Selim, Zaida, Coro di Zingari, Zingare, e Turchi, indi Geronio, Fiorilla, e Poeta, che ritornano; in ultimo Narciso
Coro
Rida a voi sereno il Cielo,
Sian per voi tranquilli i venti,
E vi portino contenti
Nella patria a respirar.
Selim
Cara Italia io t'abbandono,
Ma per sempre in cor t'avrò.
Che per te felice io sono,
Ogni dì rammenterò.
Zaida
Vien Fiorilla. Già con lei
Don Geronio ha fatto pace.
Poeta
(Ecco il Turco ... Non vorrei ...
Quest'incontro mi dispiace.)
Fiorilla
(piano a Geronio)
Non lo posso più vedere.
Geronio
(piano a Fiorilla)
Un saluto per dovere ...
Poi va ben piantarli qua.
Zaida, Selim
(appressandosi)
Perdonate i nostri errori.
Fiorilla, Geronio
Perdonati già vi sono.
Narciso
Permettetemi signori,
Che vi chieda anch'io perdono!
Ah l'esempio, che mi date
Ben correggermi saprà.
Poeta
È l'intreccio terminato,
Lieto fine ha il dramma mio.
E contento qual son io
Forse il pubblico sarà.
Tutti
Restate contenti:
Felici vivete,
E a tutti apprendete
Che lieve è l'error,
Se sorge da quello
Più bello l'amor.
FINE