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GEORGE Augustus
MOORE (Moore Hall 24 febbraio 1852 - Londra 1933) |
VITA e OPERE:
Nato da famiglia benestante riceve l'educazione ad Oscott, Birmingham. Dopo qualche anno a Londra si trasferisce a Parigi nel 1872 dove vi trascorre 10 anni studiando pittura: questa sua esperienza sarà poi raccontata nell'opera autobiografica Confessioni di un giovane (Confessions of a Young Man, 1888), mirabile esempio di biografia in forma di romanzo. Dopo un iniziale periodo in cui è vicino all'estetismo (si veda A Modern Lover, 1883, uno scandaloso ma realistico ritratto degli svaghi e dell'ozio di un uomo del suo tempo), subisce l'influenza del naturalismo, specialmente visibile nei romanzi La moglie del mimo (A Mummer's Wife, 1885) e, quello che e' considerato il suo lavoro principale e che ottenne grande successo, Esther Waters, 1891 storia di una suora che ha un figlio e si trova a dover combattere contro le difficoltà dovute alla sua maternità. Nel 1901 ritorna a Dublino e per lui inizia un periodo caratterizzato da un esiguo numero di pubblicazioni ma in cui partecipa allo sviluppo dell'Irish Renaissance (Rinascita della letteratura gaelica) e si occupa di politica. I suoi racconti di questo periodo sono tutti di ambientazione irlandese e meritano citazione Il campo incolto (The Untilled Field, 1903) e Il Lago (The Lake, 1905). L'altra grande sua opera autobiografica è la trilogia composta dai libri Ave (1911), Salve (1912) e Vale (1914), importante fonte di interessanti notizie sulle personalità letterarie dell'epoca.
Nelle ultime opere della sua vita, Il ruscello Kerith (The Brook Kerith, 1921) - narrazione di una alternativa vita di Cristo, per scrivere la quale Moore viaggiò a lungo in Terra Santa - e Eloisa e Abelardo (Heloise and Abelard, 1921), la sua caratteristica di stilista viene chiaramente espressa da una prosa raffinata e di ampio respiro.