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Stralci del Diario di Bordo dell'Interrail Scandinavia 2000
parte 5


 

2 Settembre - Treno Bergen-Oslo (Bergen-Oslo)

Abbiamo toccato il fondo stamattina a colazione. Siamo riusciti a raccogliere tutto il raccoglibile, ad ingurgitare ogni genere di pietanza il buffet ci offriva. 2 ore piene, avanti e indietro con i nostri piattini ricolmi di salumi, patate alla cipolla, formaggi marroni, pesce ed altre incredibili leccornie. Fino a stasera siamo a posto.
[...]
La giornata è splendida, non una nuvola disturba questo cielo turchese limpido. Gironzoliamo un po' tra le vecchie case di legno, cercando qualche inquadratura interessante e nel pomeriggio ci svacchiamo in un giardino per ritemprarci un po' tra bionde fanciulle intente a prendere il sole e strani individui che giocano a fare i vichinghi. Un tizio vestito da sposa attraversa il laghetto con un canotto giallo gonfiabile: questo è un popolo alquanto insolito anzichenò.
Aspettiamo il tramonto, rimirato dal porto, prima di lanciarci in stazione per la nostra cenetta frugale di mais, pane e formaggio.

3 Settembre - Treno Oslo-København (Oslo-København) - Il Geto pensiero del Giorno (1Kb)

Pochi giorni ormai ci separano dal ritorno a casa. La stanchezza si fa sentire, soprattutto sulla mia schiena, ma non perdiamo il buon umore e continuiamo a visitare posti bellissimi. Stamattina colazione sulle panche della stazione di Oslo, con una torta al cioccolato che abbiamo comperato ieri. La città dorme, il sole splende, ma un'aria gelida mette a dura prova i nostri pyle. Saliamo sul battellino verso Bygdøy, penisola verde con i musei più importanti della città. Ovunque ci sono alberi di mele, pere e prugne. Si fa la spesa, talvolta allungando un po' una mano in qualche giardino, cercando di non farsi vedere. Colazione e pranzo assicurati. Spendiamo tutta la mattinata in musei di navi, dalle esplorazioni polari del Fram, alle spericolate avventure di Thor Heyerdahl con la sua zattera nel pacifico, fino ai drakkar vichinghi. Affascinanti.
Torniamo al Frogner, ricolmo di gente a passeggio, a rilassarsi in questa splendida giornata. Appiattiti sull'erba, per cercare di evitare il vento, passiamo un paio d'ore, a parlare del nostro viaggio.
Poi in metro, fino al trampolino olimpico, per vedere il fiordo dall'alto. Chiudiamo la giornata guardando il tramonto dalle mura dell'Akershus Festning, e mentre la sera scende stancamente ci avviamo verso la stazione, per la prossima notte in treno.

4 Settembre - København - Il Geto pensiero del Giorno (1Kb)

La città brulica di persone che vanno al lavoro, iperattiva mentre noi attendiamo che lo Usit apra. Riusciamo a trovare un Ostello centrale, a poco prezzo, con colazione. Fantastico. Dopo due chiacchiere con le ragazze dello Usit ci avviamo per la nostra meta. Giù gli zaini, nelle buie cantine di un albergo, e poi via verso le vie del centro, senza trovare una bici intera, e facendo colazione con un Waffel coperto di cioccolato. Si fa sempre più sentire l'esigenza di dolciumi, ma cerchiamo di non mollare proprio adesso e resistiamo.
Andiamo a Christiania, lo stato libero, tra edifici in rovina, campicelli di canapa e bancarelle che vendono mattonelle di fumo. E' un mondo a sé, con due facce, che mescola ideali di libertà, gioia di vivere e colori vivaci, ad un ozio distruttivo, regno di sogni infranti e di relitti umani che fuggono dalle loro paure.
Facendo lo slalom tra il turismo di massa passiamo dai Palazzi Reali fino alla Sirenetta, simbolo "romantico" che lancia tristi sguardi verso le ciminiere che la contornano. Ma basta spostarsi un poco, perché torni a splendere dei suoi riflessi bronzei, con il mare blu sullo sfondo. Ma è solo una falsa prospettiva.
[...]
E' una København che rigurgita di libertà, e questo ci lascia un po' a disagio mentre osserviamo le coccole che si scambiano i due ragazzi della reception all'Ostello, o sbirciando il tenero bacio che due ragazze si scambiano da MacDonald. Ma poi mi perdo nei loro occhi, teneramente incrociati, mentre si tengono la mano. E mi sciolgo in quest'immagine dolce.

5 Settembre - Treno Malmö-Berlin (København-Humlæbek-Helsingør-Fredensborg-Hillerød-København-Malmö-Berlino)

Vorrei poter contare le ore che abbiamo passato in vagoni di treni correndo per chilometri e chilometri in questi paesi del Nord. Siamo InterRailMen. Lasciati gli zaini allo Usit arriviamo nel parco del Museo Louisiana, tra statue strane, di forme sconnesse, dipinti isterici ed accozzaglie di oggetti. In questa mecca dell'arte Moderna mi perdo cercando di carpire l'essenza di tutto questo. Senza successo. Ma è un luogo bellissimo, immerso nel verde, poco distante dal mare, in cui le statue di Moore spuntano dall'erba come funghi metallici.
Poi 3 castelli: Helsingør, ad immaginarsi le gesta di Amleto; Fredensborg, chiuso per presenza di regnanti; Hillerød, con i suoi riflessi sul lago, aspettando, senza fortuna, che le nuvole diradassero.
Giornata piena, in continuo movimento, che chiudiamo a Malmö, litigando con un Turco che ce l'aveva con noi senza che riuscissimo a capire il perché. Meglio fare discorsi esistenziali tra noi, dissertando sulle dimensioni dell'Universo, tra tintinnare di soldi sulla nave da Trelleborg.

6/7 Settembre - Berlin (Berlino-Stoccarda)

Città che sembra rasa al suolo, dopo aver resistito ad una guerra che sembra conclusa un paio d'anni fa. Ricolma di cantieri, palazzi pronti ad una demolizione o a una ricostruzione. Edifici ultramoderni, ricoperti di vetro, casermoni da periferia, lungo le vie del centro. Un continuo rumoreggiare di martelli pneumatici, ruspe ed operai al lavoro.
Città inquietante in cui tuttora sono tangibili i segni e le ferite lasciate dal muro. Brandelli sparsi, colorati, per ricordare.
Città dai musei splendidi, di collezioni ricche, di epoche lontane. Quadri romantici, altari, oro. Da perderci le giornate.
Città dove la birra (e che birra), finalmente, costa poco. Un terzo che in Norvegia. E ci diamo dentro, inebriati da sapori che sembravano ormai dimenticati.
Città che forse non mi manda in estasi, lasciandomi spiazzato, impossibilitato a capirla. Perché forse non esiste, perché tutto sta cambiando, e non è possibile immaginare quello che sarà tra 20 anni o poco più.
Città ultima tappa del nostro viaggio, in cui ci addormentiamo, affondando i nostri visi in cuscini vaporosi, parlando con un americano capitato qui quasi per caso, una sorta di alieno, spaesato, che chiede consigli su cosa ci sia da vedere.

8 Settembre (Stoccarda-Bruchsal-Offenburg-Basilea-Milano)

Ci risvegliamo a Stoccarda. Ci siam persi la fermata a Francoforte, dove teoricamente dovevamo scendere. Ci fiondiamo in biglietteria per provare a trovare una serie di treni che ci portino a Milano senza pagare supplementi. 4 cambi. tutto il giorno in treno. Perfetto, fa per noi. Riusciamo giusto a far colazione con dei Prezel e ci lanciamo su questi ultimi treni che ci stanno riportando a casa.
La radio ci accompagna, in questo ritorno in patria, cambiando voci tedesche, francesi e poi italiche. Ramazzotti ci accoglie al confine. Spegniamo la radio.
Il viaggio è finito, scendiamo nel caldo della Stazione Centrale. Nulla sembra cambiato. Siamo pronti a buttarci nel traffico di questo posto impazzito che ha ormai perso la misura. E mentre le nostre voci lanciano fiumi di parole, raccontando la nostra grande avventura, cala il sipario, perché si inizi a preparare il prossimo viaggio.

 

Le casette di legno di Bergen (4Kb)
Tramonto sulle vecchie case a Bergen (4Kb)
Il Municipio di Oslo (4Kb)
la sirenetta triste di København (4Kb)
Chiesa a København (4Kb)
Ragazze insolite a København (4Kb)
Il quartiere Nyhavn a København (4Kb)
Statua di H.Moore al Museo Louisiana (4Kb)
Il Castello di Hillerød (4Kb)
La Chiesa di Gedächtniskirche a Berlino (4Kb)
Resti del muro vicino alla Ostbahnhof (4Kb)
Graffito sul muro (4Kb)
La Brandeburg Tor (4Kb)
I nuovi palazzi a Postdamer Platz (4Kb)
Checkpoint Charlie (4Kb)

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