| STORIA:
La Chiesa di San Maurizio, situata
all'interno dell'importante Monastero Maggiore delle Benedettine,
venne costruita a partire dal 1503. Venne completata una
quindicina di anni più tardi e fu divisa in due settori: una
parte (quella che da verso C.so Magenta) dedicata ai fedeli e
pubblica, l'altra riservata unicamente alle monache del monastero
che non potevano oltrepassare la parete divisoria (solo nel 1794
l'Arcivescovo concesse alle monache di entrare nella zona pubblica
per ammirare l'altare).
Agli affreschi lavorarono alcuni tra i più importanti del '500
lombardo: Paolo Lomazzo, Bernardino Luini e i suoi due figli,
Calisto Piazza e Vincenzo Foppa. Ultimamente però, in seguito ai
restauri, molte delle teorie sulla paternità di questi lavori
sono state completamente ridiscusse.
L'Organo venne commissionato nel 1554 a Giovan Giacomo Antegnati e
collocato nell'Aula delle Monache 3 anni dopo.
VISITA:
Entrare dentro la Chiesa di San
Maurizio è come aprire un piccolo scrigno, rimasto chiuso per
tanto, tanto tempo, e rimanere estasiati davanti alle immagini che
ci si presentano davanti ai nostri occhi.
Dopo parecchi anni di restauri (non
ancora terminati e che ricominceranno nel 2001 per lavorare sui
matronei) viene finalmente riaperta - solo per l'anno giubilare,
pare - questo autentico tesoro dell'arte pittorica lombarda del
500. Prendetevi tutto il tempo necessario per ammirare la bellezza
degli affreschi che ricoprono interamente l'Aula dei Fedeli con
colori vivaci e luminosi. Tra le cappelle di destra,
particolarmente interessante è la Cappella Besozzi, la seconda,
dedicata a Santa Caterina, in cui spicca mirabilmente l'affresco
dedicato alla decollazione della Santa.
Assolutamente spettacolare la parete divisoria, attribuita al
Luini, con immagini di S. Orsola, S. Maurizio, Alessandro
Bentivoglio (il committente dell'opera) e la tela di Campi con l'Adorazione
dei magi.
Passate ora, a sinistra
dell'altare, attraverso le Cappelle di San Giovanni Battista e
della Deposizione, ed entrate nell'Aula delle Monache, dove rimarrete
abbagliati dai bellissimi affreschi del Presbiterio.
Sulla volta, sullo sfondo di un cielo stellato, le immagini di Dio
con gli Evangelisti e gruppi di Angeli. Sulla parete divisoria
immagini di Santa Caterina, Sant'Agata, del Cristo Morto, del
Cristo in Croce, delle Nozze di Cana e della Salita al Calvario.
Nella cappella terminale del presbiterio, meraviglioso affresco
dell'Ecce Homo - guardate i visi dei manigoldi che deridono il
Cristo.
Purtroppo rimangono ancora chiuse
tutte le cappelle di destra - l'ultima in special modo,
parzialmente visibile dietro i ponteggi, presenta la bellissima
immagine di Adamo ed Eva che ricevono il frutto del peccato dal
serpente - mentre tra quelle di sinistra splendida è la Cappella
dell'Arca di Noè, con affreschi di Aurelio Luini.
Se guardate verso l'alto, potrete
scorgere i Matronei, anch'essi interamente decorati - pare da
Giovanni Antonio Boltraffio - con motivi floreali e volti di Sante
monache e Martiri.
Uscendo dalla Chiesa ed entrando
nell'edificio alla sua destra - che ospita il Museo Archeologico
di Milano, gratuito - si possono vedere il Chiostro del Monastero
e, nel giardino, le due torri quadrangolari e poligonali, di epoca
romana, inserite nelle antiche mura di Massimiano - sempre di
epoca romana alcuni resti del Circo Mediolanense, visibili
all'angolo tra via Brisa e Via Luini. |








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