| Non si è più abituati
a guardarsi attorno quando si cammina, troppo presi da ritmi di
vita ormai frenetici. Per cui talvolta non ci accorgiamo nemmeno
delle bellezze architettoniche che ci circondano.
Ad esempio splendide testimonianze
di costruzioni in stile liberty si possono osservare all'interno
di quel triangolo di strade formato da C.so Venezia, Via Vivaio e
C.so Monforte.
Partendo da Piazza San Babila imboccate il corso e già dopo pochi
metri, al n° 7, si trova uno splendido edificio con
portone riccamente decorato di motivi floreali in ferro battuto.
Poco più avanti, sul lato opposto della strada, la casa
Fontana-Silvestri non ha nulla in comune con il liberty, ma è
costituita da un'affascinante sovrapporsi di motivi goticheggianti
come pezzi di un puzzle sopra ad un tavolo.
Proseguendo date un'occhiata al n° 51 al bel cortile di Palazzo
Bovara e al n° 40 al lungo balcone del Palazzo
Rocca-Saporiti. Bellissimo esempio di architettura liberty è
la Casa Castiglioni, al numero 47, ricca di rami e foglie
in bronzo (Quando venne costruita, ad inizio secolo, al fianco
dell'ingresso si trovavano due statue di fanciulle che mostravano
i glutei al pubblico, immagine che destò grande scandalo e fece
guadagnare al palazzo il soprannome di Ca' di Ciapp. Le due statue
furono tolte e vennero in seguito poste su un lato della Villa
Romeo, ora casa di Cura, in Via Buonarroti 48).
Girate quindi in Via Vivaio ed arrivate fino in C.so Monforte,
dove si trova il Palazzo della Provincia, proseguendo poi
verso il Palazzo Diotti (al n° 31, Palazzo della
Prefettura). Al n° 32, all'angolo con Via Conservatorio, si trova
un bell'edificio dell'architetto Campanini. Ma l'autentico
capolavoro di questo architetto si trova al n° 11 di Via Bellini,
Casa Campanini, uno dei più begli esempi di edifici
liberty a Milano. fermatevi a gustare la ricchezza ed il fascino
ei decori e degli straordinari balconi.
Tornando sui vostri passi merita sicuramente una visita la Chiesa
di S. Maria della Passione, la più grande di Milano dopo il
Duomo. Di forma ottagonale, dietro alla facciata barocca si cela
una chiesa buia, dominata dall'immensa cupola e ricca di notevoli
tele di Crespi e di alcuni affreschi interessanti. Meritevole
anche la visita alla Sala Capitolare e al Museo che presenta
arredi sacri e alcuni dipinti in alcune sale dell'antico
monastero.
Tornando verso C.so Monforte vi suggerisco una bella camminata tra
le vie Barozzi (Casa Morganti al n° 2), dei Cappuccini (al
n° 8 Casa Berri-Meregalli, fantasiosa ed originale
costruzione, miscuglio di stili, nel cui atrio si trova una testa
marmorea dello scultore A. Wildt. Di fronte a Via Barozzi, dietro
ad un cancello verde, si nasconde un'autentica meraviglia. Un
giardino completamente isolato dal traffico cittadino, popolato da
fenicotteri rosa e pavoni. Ascoltate i suoni di questo angolo
magico alla mattina presto di un giorno festivo, quando tutto
attorno è silenzio), Mozart (al n° 21 bell'affresco di donne).
Una breve deviazione la meritano anche Casa Fidia in Via
Melegari 2 e l'Orecchio di Marmo - un tempo citofono - della Casa
Sola-Busca in Via Serbelloni 10. |






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