| Riaperta finalmente
dal 1997, dopo lunghi restauri, questa piccola Cappella-Ossario è
uno dei luoghi più incredibili e lugubri di Milano e merita
sicuramente una visita approfondita.
STORIA
Nel 1145, in quella che è
l'odierna Via Brolo, venne fatto edificare un Ospedale davanti
alla basilica di Santo Stefano ed un cimitero, ma presto questo
spazio si rivelò insufficiente.
Venne quindi eretta nel 1210 una piccola camera per raccogliere le
ossa esumate dal cimitero. Nel 1268, a fianco dell'Ossario, venne
costruita una piccola chiesa da usare come sepolcro.
Nel 1642 però, il campanile della Basilica crollò sull'Ossario e
sulla chiesetta attigua. Entrambi gli edifici furono ricostruiti e
l'Ossario, rifatto dalle fondamenta, fu ultimato nel 1695. La
cupola venne affrescata dal veneto Sebastiano Ricci tra il 1693 ed
il 1694.
Nel 1750, per poter disporre di uno spazio più ampio, venne
ampliata la chiesetta per costruire l'attuale Chiesa di San
Bernardino, opera degli architetti Biffi e Merlo.
VISITA
L'entrata è dalla Chiesa di
San Bernardino. Per visitare l'Ossario, appena entrati, girate a
destra seguendo uno stretto corridoio. Prima però consiglio di
dare almeno un'occhiata alla Chiesa barocca di San Bernardino.
La chiesa è a pianta centrale con un unica navata. Salite i
gradini e portatevi verso la cappelletta a destra: qui potete
osservare una pala posta sull'altare barocco che raffigura Santa
Maria Maddalena. Sopra l'altare un busto di San Gennaro. In questa
cappella si trova una tomba di famiglia di discendenti di
Cristoforo Colombo. Sulle cornici laterali dell'altare si possono
osservare gli stemmi ed il motto della casa "Colon diede il
nuovo mondo alla Castiglia e al Leon".
Nella cappella a sinistra una tela raffigura Santa Rosali con un
angelo. In una piccola teca di vetro, una S. Maria Bambina,
oggetto di devozione.
Ai lati dell'altare maggiore due grandi tele raffigurano
Sant'Ambrogio durante la battaglia di Parabiago e San Carlo.
Davanti all'altare una grata chiude l'accesso alla Cripta,
Sepolcro dei Disciplini.
Entrando nell'Ossario, la cosa che più colpisce il visitatore è
l'incredibile numero di ossa e teschi affastellati gli uni sugli
altri fino a ricoprire interamente le pareti della camera. Questi
vengono usati anche come fregi delle porte e per ornare i
pilastri, mescolati a decori in stile rococò.
Sulla cupola, l'affresco di Ricci contrasta vistosamente con
l'atmosfera cupa, illuminata dalle candele, del resto
dell'Ossario. Con colori vivaci e luminosi è rappresentato il
trionfo delle anime beate fra uno stormo di Angeli. |





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